La Romania in Italia per cinque giorni

Studenti della scuola d’istruzione secondaria I.C. Pacchiotti-Revel partecipano ad uno scambio culturale con la Romania.

La Romania in Italia per cinque giorni

Un’esperienza che ci ha aiutato ad aprirci dal punto di vista della lingua, ma soprattutto mentalmente.

di SOFIA MAIORANO

Questo novembre 2019 io e i miei compagni, alunni della classe 3^F, abbiamo partecipato ad uno scambio culturale con alcuni studenti romeni del Colegiu National “Gheorge Munteanu Murgoci”di Braila, Romania.

Questo progetto ha lo scopo di farci aprire mentalmente, di migliorare il nostro inglese, ma soprattutto di conoscere una nuova cultura, diversa dalla nostra.

Per prepararci all’esperienza, qualche settimana fa, sono venute a farci visita due signore dell’associazione italo-rumena “Ovidio” che hanno parlato della storia della Romania e delle loro bellissime tradizioni, perciò ci terrei a ringraziarle in particolar modo, insieme a tutte le persone che hanno reso possibile questa magnifica esperienza.

La mattina di lunedì 25 novembre i ragazzi rumeni sono arrivati a Torino e sono stati accolti da noi con la presentazione delle attività previste per la settimana e un buffet ricco di piatti tipici italiani che hanno molto apprezzato. Dopo di che ognuno di noi è tornato a casa con il proprio partner per sistemarlo nella temporanea abitazione.

Da qui inizia il divertimento!

Ogni giorno durante le mattinate abbiamo svolto delle attività con l’intero gruppo, come la caccia al tesoro nel centro di Torino, in cui abbiamo dovuto cercare e fotografare i principali monumenti e i palazzi di Torino, così da far conoscere la nostra magnifica città.

Quasi tutti i pomeriggi, invece, abbiamo avuto del tempo libero per stare con le famiglie, vedere i compagni, uscire; insomma, siamo stati liberi di fare quello che ci pareva.

Giovedì 28 novembre abbiamo organizzato un’escursione giornaliera a Milano, città famosa in tutto il mondo per la moda, che i ragazzi tenevano a visitare. Infine, l’ultimo giorno della loro permanenza, abbiamo partecipato a due diversi laboratori al museo del Xkè: uno incentrato sui cinque sensi e l’altro sulla robotica, apprezzati entrambi moltissimo.

Ah, dimenticavo! Nel mezzo della settimana è venuto a farci visita il console romeno, il quale, ci ha augurato di passare una bella settimana assieme e di goderci questa esperienza, dato che sarà unica ed irripetibile. Parole Sante, oserei dire.

Siamo già arrivati a sabato, il triste giorno della loro partenza.

Alle 12 ci siamo presentati in aeroporto puntuali come degli orologi svizzeri, ed ecco i primi lacrimoni scendere sulle nostre guance. Mi ricordo perfettamente cosa mi ha detto la mia partner Raluca, una ragazza gentile, dolce ed educata come poche, quando abbiamo dovuto lasciarci:

I’ll miss you in these days.” Mancherà molto anche a me, ma sono sicura che il 4 di maggio, giorno in cui noi partiremo per passare del tempo con loro e scoprire la bellezza della cittadina romena di Braila, arriverà presto.

Nel frattempo ci contatteremo attraverso i nostri smartphones, come già stiamo facendo, raccontandoci in che modo passiamo le nostre giornate per filo e per segno, aspettando quel fatidico giorno.

Penso che questa sia stata una delle esperienze più belle della mia vita, anche se non si è ancora conclusa.

Mi è servita moltissimo per migliorare il mio inglese, imparando a strutturare dei discorsi articolati e a parlare fluentemente; ma la cosa in cui mi ha aiutato di più è sicuramente stato ad aprirmi mentalmente e a scacciare i frequenti pregiudizi nei confronti della nazione di origine dei ragazzi nostri ospiti.

Molti pensano a questo paese come il paese dei badanti, ma non è assolutamente così!

La Romania è ricca di storia, cultura e tradizioni, molto più di quanto non si possa immaginare.

Mi è sembrato inoltre che i ragazzi si siano divertiti molto e abbiano passato una bella settimana. Chiedendo alla mia corrispondente se avesse trascorso dei giorni gradevoli, ho ricevuto questa esatta risposta:

Vorrei vivere qui!”

A questo punto direi che il nostro obiettivo è stato pienamente raggiunto.

Spero di poter dire lo stesso alla fine dell’esperienza a Braila!

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